Soweto, il Sudafrica e l’apartheid

Soweto, South West Township, probabilmente la township più famosa al mondo, quella di Johannesburg (Jo’burg per gli amici). Simbolo dell’aphartheid, di tante lotte per la democrazia ed i diritti umani, dove Nelson Mandela e Desmund Tatu hanno vissuto. Il cuore nero di una nazione, dilaniata dai contrasti e dalla supremazia dei pochi.
Emozionante e toccante la visita all’Hector Pieterson Museum, il luogo dei cruenti scontri del 16 giugno 1976 tra le forze di polizia e i giovani studenti di colore, che protestavano pacificamente. Lotta contro l’imposizione nelle scuole della sola lingua degli invasori colonialisti, l’afrikaans, al posto di quelle delle tante etnie presenti in Sudafrica. Un grave tentativo di sradicare il cuore e la cultura di un mondo. Una lotta costata la vita di tanti giovani.

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Giornata difficile a Soweto. Sguardi oltre il finestrino del nostro minibus, che corre veloce e non si ferma tra la gente vera e le lamiere. Quel vetro, un falso senso di protezione, e distanza. Tra noi e loro. Ancora così dopo quasi vent’anni dalla fine ufficiale dell’aphartheid e dal primo presidente di colore, Nelson Mandela, paladino della lotta contro la segregazione razziale, che ha trascorso ben 27 anni in carcere.

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Mandela, che dopo 21 anni di prigione ha rifiutato la libertà condizionata, in cambio di una rinuncia alla lotta armata, perché: «Solo gli uomini liberi possono negoziare; i prigionieri non possono stipulare contratti. La tua e la mia libertà non possono essere separate».

Morto il 5 dicembre 2013.

Io c’ero, ero in Sudafrica.  Ricordo una veglia funebre in una chiesa, nel bel mezzo di una riserva nell’Eastern Cape, terra di nascita di Madiba, – questo il suo nome xhosa- la tribù in cui era nato. Solo persone nere che pregavano, non bianchi.

Il Sudafrica, paragonato al resto dei paesi africani, è la Rainbow Nation, la nazione arcobaleno. La speranza ha i colori e i sorrisi dei ragazzi di Soweto.

ragazzo a Soweto

I see the light in your eyes, the energy of your bodies and the hope that is in your spirit. I know it is you, not I, who will make the future. It is you, not I, who will fix our wrongs and carry forward all that is right with the world.
But I will only promise you what I know I can deliver. You have my word that I will continue to take all that I learned in my earliest days and all that I have learned since then, to protect your rights.

Nelson Mandela

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