Safari fotografico in Botswana con Soultravelling

Soultravelling organizza, appoggiandosi ad un tour operator sudafricano di grande esperienza, un safari fotografico in Africa, anzi in Botswana.

Ma la domanda è: cos’è un Safari?

Innanzitutto il nome safari significa “viaggio” in Swahili e originariamente non era altro che una battuta di caccia nella savana, nel bush. I cacciatori partivano dunque per conquistare i loro trofei di caccia. I più ambiti erano e sono ancora i Big Five, i cinque animali più forti e più pericolosi d’Africa: leone, leopardo, bufalo, rinoceronte e elefante.

Oggi il turismo, anche quello responsabile, mutua il linguaggio dei cacciatori e quindi propone il safari fotografico: un’attività  di osservazione della fauna selvatica che con lo scatto, lo shot (tradotto in italiano significa “sparo”) della macchina fotografica, immortala gli animali all’interno del loro ambiente naturale.

Cosa propone Soultravelling

Soultravelling  propone questo viaggio, che è un safari fotografico ma che vuole essere un’attività emozionante e vitale in connessione con l’anima della natura e degli animali. Un viaggio che non ha niente a che vedere con le origini drammatiche del safari. Partirai per conto tuo dall’Italia e ti incontrerai a Johannesburg con gli altri viaggiatori, farai parte di un gruppo internazionale con guide sudafricane e un team, che parlano inglese. È fondamentale avere una buona conoscenza della lingua inglese.

Come orientarsi tra le tante di proposte sul mercato? Come scegliere un prodotto veramente di qualità, quello che in inglese chiamano best value for money? Ma soprattutto cosa offre Soultravelling? 

Queste le caratteristiche da tenere in considerazione:

  • Dove. Il safari proposto è in Botswana, un Paese dove fin dagli anni ’70 c’è stato un turismo esclusivo e dove più che nel resto dell’Africa è stata data una tutela privilegiata alla fauna selvatica. Questo è il motivo per cui oggi qui ci sono più animali che in altri Paesi, nonostante la generale drammatica riduzione (ad esempio secondo l’African Conservation Foundation qui son stati contati 130.451 elefanti contro gli 82.304 dello Zimbabwe, i 42.871 della Tanzania e così via).
    Il Botswana può essere considerato uno degli ultimi paradisi dove vedere la fauna selvatica, un po’ come per altre ragioni vengono considerate le Galapagos in Ecuador. È anche per questa ragione che un safari qui, va prenotato con largo anticipo;
  • Il safari è in tenda. Questa particolarità da una parte abbassa i costi del viaggio, che se fatto in lodge diventerebbe inavvicinabile per tanti e comunque non sarebbe un’esperienza in piena libertà. In tenda si ha un contatto stretto con la terra e con gli animali.
    Ci si trova nel cuore dei parchi, vicino agli animali, alle ore giuste (all’alba e al tramonto) che non solo sono i momenti fotograficamente più spettacolari, ma sono  anche quelli in cui gli animali, i grandi predatori, vedi i leoni, si muovono per cercare le prede. In tenda dunque siamo in loco: abbiamo già la nostra casetta montata nella savana e alle 6 del mattino e alle 17:30 di sera ci addentriamo ancora di più nel cuore d’Africa.
    La tenda è anche una scelta sostenibile perché non invasiva del territorio, dell’ambiente e  degli animali, perché siamo a casa loro, non allo zoo, ne rispettiamo  lo spazio e le forze in campo;
  • Durante il safari è richiesta ai viaggiatori una collaborazione su alcune attività: sono una parte essenziale del safari stesso, parte dell’avventura. Vuol dire che ciascun viaggiatore si occuperà di montare e smontare la propria tenda; preparare i bagagli da caricare sul camion la mattina; lavare i piatti a rotazione, a volte dare una mano in cucina. Le guide prepareranno i pasti e con più di nove clienti, oltre ad un veicolo di supporto ci sarà anche un assistente di campo (nei giorni 7-12): questo renderà il viaggio sicuramente più facile e piacevole!
    In poche parole sì, è richiesto di far qualcosa, ma l’organizzazione è tale che ci si potrà godere a pieno la vacanza, senza stancarsi eccessivamente e quando la sera si tornerà alle tende, dopo il game drive (il safari in jeep) troveremo il pasto caldo pronto, potremo sederci attorno al fuoco sotto le stelle e poi  tranquillamente andare a dormire, a chiusura di un’altra giornata africana memorabile.
  • I veicoli (la jeep e il track), le attrezzature da campeggio, la tenda a igloo sono fornite da chi organizza il viaggio. La qualità è ottima;
  • Soultravelling ha previsto la presenza di ben 2 guide FGASA, guide qualificate sudafricane, che parlano inglese. Non una guida e un autista ma 2 guide. Ciò significa il massimo della conoscenza e il massimo del divertimento.
    Una guida accompagnerà lungo tutto l’arco del safari da Johannesburg alle Victoria Falls, l’altra sarà quella del parco di riferimento (Khama Rhino Sancturay, Moremi, Chobe, Okavango, Savuti), questa seconda guida conosce come le sue tasche quell’area specifica e ciò permetterà di avere il massimo dell’esperienza e delle opportunità fotografiche;

Conoscenza, quindi. Partecipare ad un safari non è solo osservare ma è capire quel mondo, le connessioni naturali, i comportamenti animali.

Tutto ha una logica di sopravvivenza e opportunità. Ad esempio scopriremo che ci sono rapporti simbiotici tra alcuni uccelli ed erbivori. Oppure constateremo che l’ippopotamo, nonostante la stazza, è un velocissimo nuotatore e corridore. È il Bud Spencer della savana. Ti sei mai chiesto perché non è presente neanche tra i Big Five? Perché troppo temibile, forse il più temibile degli animali anche per l’uomo, che quindi  non vuole averci nulla a che fare e non va a cacciarlo (buon per hippo!). Andare in Botswana con chi tutto questo può raccontartelo, le guide locali, dà un arricchimento, una conoscenza ed un divertimento senza pari

  • L’itinerario Soultravelling prevede 14 giorni nella savana in Botswana fino ad arrivare a Livingstone in Zambia. Al suo interno c’è anche l’Okavango, ma non nel senso che si fa una gita di un giorno in mokoro (la canoa utilizzata dai locali) e poi si va via. Il Delta dell’Okavango è il cuore di questo viaggio in Botswana: una gitarella toccata e fuga sull’Okavango non renderebbe onore allo sforzo economico e di energie che hai fatto per arrivare sin qui.
    Soultravelling ti porta sull’Okavango e nei giorni 4-5-6 si campeggerà proprio su una delle isole formate dal Delta. È un po’ il viaggio nel viaggio. Saremo insieme ai Polers, gli abitanti dell’area, che sono delle guide spettacolari. Con loro, oltre che in mokoro, faremo dei safari a piedi. Ci faranno conoscere il loro mondo anche ancestrale, le loro danze, le lore usanze. Potresti pensare a questo punto di perderti l’Okavango?
  • È un viaggio sostenibile anche perché ci sono 2 progetti cui nel corso del viaggio potrai contribuire l’SOS SAUSAGE TREE, a tutela dell’albero di kigelia per costruire il mokoro in resina e non abbattere più alberi e il KHAMA RHINO SANCTUARY per aiutare la comunità che sostiene il ripopolamento dei rinoceronti bianchi e neri a rischio di estinzione.

Questo è il pacchetto Soultravelling: un safari di qualità, ben organizzato, che ti dà il meglio considerando aspetti diversi del viaggio, ma pur sempre imprescindibili. Un buon viaggio è un mix di elementi, con pesi e contrappesi, non l’equilibrio sopra la follia  – mai – ma un sano equilibrio. Un safari fotografico in Botswana è una vacanza in paradiso e non può essere low cost. 

Se vai in paradiso almeno una volta, magari cercherai di visitarlo al meglio da tutti i punti di vista: rispettando il territorio e la popolazione, pagando il giusto chi fa parte del team e chi ti ospita, tornando a casa dopo aver fatto il viaggio di una vita, che forse non potrai rifare ma conserverai nel cuore quei colori, quegli animali, quelle stelle, quegli odori. L’Africa.

Se hai altre domande o vuoi prenotare il viaggio fai clic sul pulsante qui sotto.

You know you are truly alive
when you’re living amongst lions.

Karen Blixen 

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