Maputo, una vera città africana

 
Se conosci l’Africa e il Sudafrica, sai che quando ti muovi devi sempre fare i conti con il problema sicurezza, guardarti le spalle, prendere una serie di precauzioni. Tutto ciò anche se quando giri raramente senti di essere veramente in pericolo: ma nelle città Cape Town o Johannesburg che sia, ci va sempre un occhio in più.
Maputo, la capitale del Mozambico non è così di giorno e la puoi visitare in tutta tranquillità. La gente non ti presta quasi attenzione: essere bianco e essere donna non sono dei caratteri distintivi tali da scuotere troppo chi ti incontra.

Mozambico, una storia travagliata

Il Mozambico è figlio della dominazione portoghese e solo nel 1975, grazie a Samora Machel, leader del FRELIMO (Fronte di Liberazione del Mozambico) ha conquistato l’indipendenza. Politicamente in quegli anni il Mozambico si è schierato con i paesi filo-sovietici, in primis Unione Sovietica e con l’African National Congress ( il movimento anti-apharteid sudafricano) attirandosi gli odi dei paesi bianchi più importanti  (Sudafrica, Ruanda, Stati Uniti). Ha pagato cara la scelta socialista con una cruenta e distruttiva guerra civile, che si è conclusa solo nel 1994.

Maputo in libertà

E così girare per Maputo evoca questa storia. Quella portoghese, il passato marxista, la connotazione alla libertà tutta mozambicana.

 

Ed è terribilmente affascinante per la sua decadenza, per tutte queste commistioni, per gli edifici art decò che trovi in qua e in là e perché all’angolo delle strade ci sono i calzolai e chi vende le scarpe, chi ti ripara la qualunque dalla sua bancarella o chi vende frutta e verdura. Perché si passa come nulla da edifici moderni a palazzi completamente distrutti.

E ti chiedi perché una città con tutte queste potenzialità sia lasciata così andare.
La risposta del mio amico Leone, che vive e lavora qui da ormai 10 anni, è che ai mozambicani semplicemente non gliene frega nulla. Del resto, dico io, vivere per come si è, è la forma più alta di libertà che non tutti ci concediamo. Così nel bene e nel male, viva i mozambicani, viva Maputo, viva la libertà!

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