Swaziland: Mkhaya Game Reserve con rino e hippo

Eccoci in Swaziland, a Mkhaya Game Reserve con hippo e rino.
Così nel giorno del referendum italiano che va vissuto ed assolutamente partecipato come giornata per l’ambiente e per il nostro pianeta, piuttosto che quale inno politico di destra o di sinistra, Soultravelling torna nel cuore dello Swaziland con l’immaginazione e con le immagini.
Siamo a Mkhaya Game Reserve, nel cuore di un piccolo stato indipendente, geograficamente all’interno del territorio del Sudafrica, in un territorio arido tra villaggi poveri e gente fiera, gli Swazi, che per la maggior parte non sa neanche e non conosce il patrimonio naturale di inestimabile bellezza e di eccezionale rarità che si staglia poco vicino ai loro villaggi.

Swaziland, Mkhaya game reserve, tutela

Un parco, noto in tutto il mondo, che fa della protezione dei rinoceronti neri la sua massima priorità e ragione d’essere. L’aggettivo nero non si riferisce al colore, ma al labbro stretto ed appuntito di questi bestioni piuttosto aggressivi e solitari e che ormai si contano a poche migliaia; mentre invece il fratello o cugino, che dir si voglia, il rinoceronte bianco, ma pur sempre di colore grigio, ha un labbro wide, ossia ampio e non bianco: insomma traduzioni inappropriate del vocabolo afrikaans olandese wijde, che hanno mistificato, anche se non volutamente, la realtà. Questo articolo scientifico ci spiega bene la questione e anche National Geographic ci da’una mano.
La differenze morfologiche tra i due, hanno a che fare con le rispettive abitudini alimentari: il rinoceronte nero mangia foglie e frutta dai rami degli alberi (in inglese browser), quelli bianchi sono grazer, ossia brucano l’erba e vivono nelle grandi pianure africane.

Qui sotto i rinoceronti bianchi placidamente sdraiati al sole presso lo stagno, mamma e baby, con tanto di uccelli-zecca, oxpecker in primo piano sul baby (della relazione mutualistica, molto proficua che si crea tra rinoceronte e quest’uccello ne abbiamo parlato nello speciale Magaziene Animal Soul, cui rimando).
È stata una vera emozione incredibile vederli così da vicino, durante una passeggiata nel bush con il nostro ranger.

Ma a Mkhaya fai anche altri incontri, oltre ai rinoceronti, giraffe, uccelli rari, ci sono gli hippo.
Beh ho avuto la fortuna di cogliere uno di loro, in un momento di noia, (chissà o di fame?!) in uno sbadiglio sbalorditivo, va detto. E gli scatti, raccontano questo momento, anche un po’ epico.

Ma stare in questa riserva ha quasi l’eco delle mille e una notte. Le stanze sono capanne esclusive in legno pregiatissimo e pietra, a cielo aperto nel bush. Sei a Stone Camp, ma via..diciamolo, non dormi coi rinosceronti, ma in una vera e propria foresta secolare.
La sera ti addormenti guardando quella fetta di cielo stellato dell’emisfero meridionale del mondo e quando la luce delle lampade ad olio si esaurisce, se non sei già addormentato, ti accorgi di essere ancora illuminato dalla luna e dal cielo tutto.
E poi ci sono le donne Swazi, che ti coccolano coi loro cibi delicati, con le loro attenzioni, con le danze così energiche ed eleganti. Un privilegio esser lì.

Qui Tutela non è solo una parola per riempiersi la colpa ed allontanare i sensi di colpa, ma ha un riscontro pratico nella quotidianità dei ranger di Mhkaya. La mattina abbiamo incontrato uno di loro che pattugliava il parco con uno dei fedeli cani anti-poaching, anti-bracconaggio: essendo una tra le riserve più ricche di rinoceronti, l’allerta e’ sempre alta e l’amore di questi uomini per il loro territorio e per la fauna selvatica e’ la loro ragione di vita. Spesso purtroppo pagano quest’amore con la loro stessa vita, perché l’avorio è uno dei mercati neri più proficui al mondo, per col traffico d’avorio le organizzazioni terroristiche si pagano le armi. L’avorio ha un mercato enorme in Cina ed in Oriente, legato alla credenza che un grammo di questa sostanza è un rimedio all’impotenza. Stupide superstizioni che alimentano drammatici effetti sulla fauna selvatica, sugli equilibri del nostro pianeta, sulle nostre stesse vite.

Prima di andare via abbiamo avuto un imprevedibile incontro esclusivo, sua maestà il rinoceronte nero.
Si è dimostrato anche insolitamente amichevole e curioso.

Swaziland, Mkhaya Game Reserve, Soultravelling

Sicuramente è stata per me la prima volta così da vicino: il ragazzo era anche stranamente calmo e curioso. Forse l’avevo già visto in Sudafrica al Kruger nel 2006, ma molto da lontano. Chi l’avrebbe detto, in una piccola riserva della Swaziland, chi poteva aspettarsi tanta grazia primordiale?
24 ore sono passate in men che non si dica, ma la ricchezza e l’intensità di ogni singolo istante, e’ un patrimonio che mi porterò dietro per sempre.
Ciao rino, ciao hippo, ciao Swaziland. A presto.

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